venerdì 30 aprile 2010

Tutto Non Si Può Fare

"La mia ragazza studia in Nepal, quanto mi servirebbe una chitarra nuova, una vita nuova, una vita sana, pertanto voglio fare tutto, ma tutto non si può fare"


Non sono mai andata in Erasmus, mio padre pensava fosse una perdita di tempo, un qualcosa che ti faceva rimanere indietro con gli esami, un qualcosa che faceva rimanere bambini.
Io lavoravo, facevo "lo stage". Gli altri erano tutti in Erasmus.
Io lavoravo 8 ore gratis e mi ingiallivo a causa della patina di smog che a Milano ti rimane sulla pelle, gli altri scopavano e si abbronzavano al sole di Barcellona, Valencia, L.A. o nei parchi di Parigi.
Io finivo lo stage, gli altri tornavano dall'Erasmus.
L'Erasmus fa rimanere giovani.
Loro tornavano con le loro pelli morbide e dorate, pieni di storie bellissime da raccontare.
Io li guardavo con il naso all'insù fingendo disinteresse.
A 23 anni avevo dato i 5 esami del secondo semestre, finito uno stage semestrale e mi sentivo una 50enne.
Gli altri avevano dato un esame con zero sforzi, si erano abbronzati, si erano innamorati almeno una volta al giorno e si sentivano dei 14 enni.
Io sapevo fotocopiare e rilegare un libro di 50 pagine fronte-retro.
Loro sapevano far l'amore e parlare di paesi lontani, di ragazze esotiche, di feste sfrenate e di albe magnifiche.

All'inizio dell'inverno feci l'amore spesso con un ragazzo che era qui in Erasmus.
Pensai che se io non potevo parlare di esperienze lontane sarebbe stato lui a parlare di me al suo ritorno. E forse, pensai, mi avrebbe insegnato a fare l'amore.

http://www.youtube.com/watch?v=HISKAnB7wa0

gli incubi dei pesci rossi

Avete mai avuto un pesce rosso?
Io ho avuto ben 2 pesce rossi, o forse 3. Non ricordo. Forse ne ho avuti molti di più.
Avevo 6-7 anni.
I pesciolini rossi morivano nella notte e quindi era facile perderne il conto.
Quando li vincevo alla festa di "San Guido" a Luglio sembravano sani e belli, lucidi e indistruttibili come giocattoli nuovi.
In macchina stringevo con tanto amore e cura il sacchetto trasparente e non vedevo l'ora di riporli nella loro nuova casa.
Li guardavo un po' nuotare e gli davo la buonanotte baciando la boccia di vetro.
Il giorno dopo il pesce non c'era più. Andato. In compenso rimaneva un forte odore di marcio.
O era a pancia all'aria, o aveva tentato di fuggire e si era spiaccicato sul pavimento.
Che stupide creature ingrate, gli doni una casa e loro? Loro che fanno, muoiono. Bah, non capivo.
Ora ho 27 anni.
Vivo in una boccia di vetro di 45mq che ho comprato facendo un mutuo, lavoro 8 ore, timbro entrata e uscita, guadagno abbastanza per pagare il mutuo ma troppo poco per comprarmi le scarpe che vorrei, sono giovane ma meno giovane delle 20enni, ascolto discorsi noiosi fingendo di essere interessata, sorrido e ogni tanto piango sotto la doccia.
A volte per scappare mi viene voglia di farmi del male.

Solo ora capisco meglio "gli incubi dei pesci rossi"

http://www.youtube.com/watch?v=bwjBi65Gu9k